Marco Lodoli

Nato a Roma nel '56, di mestiere fa il professore: è insegnante di lettere in un istituto professionale del Tuscolano, popoloso quartiere della periferia romana. Non sono dettagli, il cosa e il dove, perché la capitale, e in particolare le sue zone apparentemente meno affascinanti, sono il centro poetico dell'opera di Lodoli. Dopo la laurea in Lettere, nel '78 dà l'avvio alla sua attività di scrittore con un libro di poesie, Un uomo innocuo. E' autore di numerosi romanzi, tra i quali Diario di un millennio che fugge (Theoria 1986), Snack Bar Budapest (Bompiani 1987), che viene adattato per l'omonimo film di Tinto Brass. Nell'89 con Bompiani pubblica la raccolta di racconti Grande raccordo, con il quale vince il Premio Piero Chiara. Passato a Einaudi, vince il premio Grinzane Cavour nel '92 con Crampi e nel '97 con Il vento. Nel '99 raccoglie le sue critiche cinematografiche scritte settimanalmente su Diario in Fuori dal cinema (Einaudi 1999). Nello stesso anno, sempre per Einaudi, pubblica I fiori, e nel 2000 ritorna provvisoriamente a pubblicare per Bompiani con Grande raccordo. Le sue due ultime pubblicazioni, entrambe per Einaudi, la prima del 2003 e la seconda di quest'anno, sono I professore e altri professori e Isole. guida vagabonda di Roma. I temi ricorrenti nell'opera di Lodoli si potrebbero individuare nel viaggio e nella morte, così come in un'attenta analisi dei rapporti intercorrenti tra l'io e gli altri.