Mario Cardinali

Ha scritto il primo libro a dieci anni. Ha poi prodotto migliaia di articoli in italiano e in vernacolo satirico livornese (raccolti anno per anno, dal 1965 a oggi, in agili volumetti ) e un mare di rubriche umoristico-satiriche o storico-linguistiche per "Livornocronaca - il Vernacoliere". Si tratta del noto periodico da lui fondato nel 1961, e del quale è sempre stato anche editore e direttore, oltre che proprietario, e per una trentina d'anni lo ha visto anche come correttore di bozze, caporedattore, impaginatore, grafico e amministratore. E quando si metteva la granata nel sedere riusciva anche a spazzare per terra. Oggi però gli frizza il culo e fa spazzare parecchio anche il fratello Umberto e il figlio di lui Valter, ai quali ha delegato un bel po' di faticaccia tecnica imbarcandoli sulla Mario Cardinali Editore srl, di cui Valter è divenuto insostituibile colonna. Laureato in Scienze Politiche nel '62, giornalista pubblicista dal '66, ha avuto esperienze giovanili di teatro (serie) e sempre giovincello ha fatto seriamente, da studente-lavoratore, il produttore di pubblicità. A rendere famoso il Vernacoliere sono anche i titoli folgoranti delle locandine, frutto perlopiù notturno del suo cervellaccio, e raccolte anche in due volumi (Ambrogio ha trombato la contessa del 1995 e Politicanti, politiconi ed altrettante rotture di coglioni del 1996, editore Ponte alle Grazie) insieme ai suoi pezzi satirico-vernacolari di riferimento. Oviamente è finito spesso in tribunale, sempre però uscendovi a testa alta e urlando Viva la topa. E Viva la topa ha urlato anche quando gli hanno affibbiato il Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi nel '95. Nel '98-'99 ha anche fatto l'opinionista sulla prima pagina del quotidiano Il Tirreno con la rubrica "Il Cardinaliere", ma il suo proverbiale carattere ribelle a ogni inquadramento lo ha fatto desistere dopo pochi mesi.