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Massimo Bottura
Chef e patron dell'Osteria Francescana a Modena, all'ottavo posto tra gli chef italiani nell'ultima guida dell'Espresso con 17,5 punti. E' nato a Modena da genitori mantovani. Non cucina certo da oggi, però solo negli ultimi tempi ha acquisito sicurezza e serenità, fino a liberarsi degli inevitabili echi di dove si è affinato, su tutti Ferran Adrià (ma il percorso nella sua globalità contempla Lidia Cristoni, George Cogny, Lara Gilmore, Alain Ducasse ed Emilio Mazzoli). Lavora molto di sifone, ma dentro ci mette dentro la mortadella e il parmigiano. Quarantaduenne, il suo percorso di maturazione non è ancora ultimato. C'è in lui una carica che nasce dalla certezza di riuscire finalmente a ragionare solo con la sua testa, senza farsi distrarre. Gioca con gli ingredienti, ne muta le originali forme e li presenta secondo la sua personalissima interpretazione: piatti definiti dallo stesso chef "quadri informali". E'uno dei cuochi della nuova scuola destrutturata (perché tende a scomporre le più complicate ricette in ingredienti e sapori singoli, ma si potrebbe anche dire cucina astratta, viste certe composizioni mondrianesche, oppure concettuale, stante l'elaborazione estetico-filosofica). I Quattro parmigiani in quattro diverse consistenze è uno dei suoi piatti più noti: in una fondina, su una crema ricavata da un parmigiano diciotto mesi, si trovano una spuma di un ventiquattro mesi e una mousse di un trenta, per finire con la cialda di un trentasei. Bottura è capace di concretizzare in questa e nelle altre sue preparazioni quel delicato equilibrio tra forma e colore che testimonia una creatività vera, capace di proporre cose nuove e intelligenti. Una creatività illuminata da cultura e ricerca raffinate, in tema di conoscenza delle materie prime e del modo di trattarle. La cucina di Massimo Bottura non vuole stupire a tutti i costi, ma proporsi ricca di contenuti, esaltante nei sapori, pur rimanendo ben ancorata alla tradizione della terra emiliana. , ha pubblicato Aceto balsamico (Bibliotheca Culinaria 2005).
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